Fusione nucleare: Ottimismo della volontà e Pessimismo della ragione.

A lungo propagandata come la fonte di energia "perfetta", i reattori a fusione nucleare condividono molti gravi inconvenienti con la fissione - e ne aggiungono TROPPI altri di nuovi.

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Fusione nucleare: Ottimismo della volontà e Pessimismo della ragione.

Di Enzo Gino
Edizione italiana (Dic 2017)

 

In merito a quanto si scrive e si legge sui vari media in questi mesi a proposito dell’insediamento a Casale Monferrato dell'impianto DTT di sperimentazione della fusione nucleare ci permettiamo di segnalare alcuni aspetti che non pare siano stati adeguatamente considerati nelle note e dichiarazioni di amministratori e cittadini che meriterebbero qualche riflessione.

Non solo Trizio
Oltre al Trizio segnalato come radioattivo, va anche considerata la presenza di Deuterio chimicamente quasi identico all'idrogeno che a temperatura e pressione ambiente forma un gas di molecole biatomiche: 2H2 o D2.analogo al di idroegeno. Questa molecola non è propriamente innocua.
Il diidrogeno essendo circa quindici volte più leggero dell'aria fu il principale gas utilizzato per anni negli aerostati e nei dirigibili, ma dopo il disastro del 6 maggio 1937 del dirigibile Hindenburg , riempito per l’appunto di idrogeno, che provocò la morte di 35 passeggeri, fu riconosciuta la pericolosità del gas passando al più inerte elio, anche se è più pesante dell'idrogeno e meno efficace per il “galleggiamento” delle aeronavi nell’aria.


Il diidrogeno è infatti un gas altamente infiammabile e brucia in aria, con la quale forma miscele esplosive a concentrazioni dal 4 al 74,5% a pressione atmosferica. Basta liberare una fuga di H2 a contatto con O2 per innescare una violenta esplosione oppure una fiamma invisibile e pericolosa che produce acqua in gas.


Le miscele di diidrogeno detonano molto facilmente a seguito di semplici scintille o, se in alta concentrazione di reagenti, anche solo per mezzo della luce solare in quanto il gas reagisce violentemente e spontaneamente con qualsiasi sostanza ossidante. La temperatura di autoignizione del diidrogeno in aria (21% di O2) è di 500 °C circa. Le fiamme di diossigeno e diidrogeno puro sono invisibili all'occhio umano; per questo motivo, è difficile identificare visivamente se una fuga di diidrogeno sta bruciando. Anche l’acqua pesante o ossido di deuterio D2O è tossica per molte specie fra cui l'uomo.

Nuclear Weapons Background Nuclear materials Processing Fission Weapons Fusion Weapons Effects Proliferation

E le norme cosa dicono?
E’ il caso poi di ricordare che in Italia esiste una normativa sugli impianti industriali che risale a prima della guerra ed ancora vigente.

Il Regio decreto 27 luglio 1934 n°1265 (Testo unico delle leggi sanitarie) che all’art. 216 recita:
Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi.
La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda, quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato.
(…)
Una industria o manifattura la quale sia inserita nella prima classe, può essere permessa nell'abitato, quante volte l'industriale che l'esercita provi che, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato.


Se andiamo a vedere la prima classe dell’elenco, (per capirci quello delle fabbriche che dovrebbero essere isolate nella campagne) pubblicato con il "D.M. 5 settembre 1994: Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie” vedremo fra le sostanze chimiche in prima classe compare alla voce 74: Idrogeno: - produzione, impiego, deposito e fra le attività industriali sempre in prima classe alla voce 13: Impianti e laboratori nucleari: impianti nucleari di potenza e di ricerca; impianti, per il trattamento dei combustibili nucleari; impianti per la preparazione, fabbricazione di materie fissili e combustibili nucleari; laboratori ad alto livello di attività

Forse è anche per questo che sia la centrale Fermi di Trino che i laboratori Sorin di Saluggia siano ubicati fuori dai centri abitati?
Forse per questo macelli e salumifici, inceneritori, scuderie, maneggi, depositi e demolizioni di autoveicoli, alcune della trentina di attività industriali di prima classe non si trovano (o non si dovrebbero trovare) in città?
Vedremo se dopo aver vietato i salumifici in città verrà consentita la realizzazione di impianti nucleari

Il Regolamento d’igiene del Comune di Casale ricalca poi quelle norme:

ARTICOLO 119.

La Giunta, su parere conforme dell'Ufficiale Sanitario, potrà permettere che sia mantenuta nell'abitato
un'industria, manifattura o fabbrica, iscritta nella 1^ classe (industria da isolarsi), quando risulti accertato che, per l'introduzione di nuovi metodi e di speciali cautele, l'esercizio di essa non nuoce alla salute del vicinato. (articolo 68 (5° alinea) del Testo Unico Leggi Sanitarie 1 Agosto 1907 n. 636).

ARTICOLO 120.
Distanza dall'abitato delle industrie insalubri.
Tanto la distanza dall'abitato quanto le cautele da adottarsi a difesa della pubblica salute, per le industrie, manifattura o fabbriche attivande contemplate nell'art. 119, saranno di volta in volta stabilite dal Sindaco, sentito l'Ufficiale Sanitario ed il Capo dell'Ufficio d'Arte, ciascuno secondo la sua competenza.

ARTICOLO 121.
Chiusura delle fabbriche ed allontanamento dei depositi insalubri.
La Giunta, su proposta dell'Ufficiale Sanitario, potrà ordinare la chiusura dei predetti stabilimenti e l'allontanamento dei depositi insalubri o pericolosi salvo, nei casi d'urgenza, le facoltà attribuite al Sindaco dall'art. 151 della Legge Comunale e Provinciale. (art. 94 del Regolamento Generale Sanitario 3
Febbraio 1901, n. 45).

Segnaliamo ancora per la realizzazione delle opere previste si dovranno prima seguire procedure stabilite dalle leggi per la loro approvazione che prevedono, una volta redatti i progetti, che questi passino il vaglio di una apposita Conferenze di Servizi e della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in cui tutti i soggetti preposti al rilascio di permessi, autorizzazioni o nulla osta comunque denominati, si esprimeranno in merito.

Giova ricordare anche che il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152- Norme in materia ambientale è stato modificato in varie parti nel 2017 ed il particolare all’art 24-bis promuove la cosiddetta Inchiesta pubblica. Così recita detto articolo:

1. L’autorità competente può disporre che la consultazione del pubblico di cui all’articolo 24, comma 3,
primo periodo, si svolga nelle forme dell’inchiesta pubblica, con oneri a carico del proponente, nel rispetto del termine massimo di novanta giorni
(ndr dalla pubblicazione del progetti). L'inchiesta si conclude con una relazione sui lavori svolti ed un giudizio sui risultati emersi, predisposti dall’autorità competente
1.
Siamo certi che le diverse amministrazioni coinvolte, a partire dal Comune di Casale, in attuazione dei principi di trasparenza e partecipazione, attueranno tutti i dispositivi che le leggi mettono a disposizione in tal senso.

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[(1) Così introdotto dall'art. 13, comma 2, d.lgs. n. 104 del 2017]

 


Un po’ di memoria

Ci sembra doveroso spendere anche alcune parole sulla storia più o meno recente in fatto di insediamenti produttivi che avrebbero dovuto far decollare l’economia Casalese.
Una storia ricca di casistica in tal senso, e se le bugie hanno le gambe corte, sarebbe bene che anche la memoria non soffra di questo handicap

Cito alcuni casi accaduti: la centrale nucleare di Trino e l’Eternit.
Basta leggersi gli articoli dell’epoca o le testimonianze di chi ha vissuto quei tempi per comprendere come sempre l’insediamento di una grande azienda sia stato accolto con favore e gioia proprio per le sbandierate opportunità di lavoro che offriva, spesso accompagnate da suggestioni di un roseo futuro di sviluppo e benessere per le comunità che avessero ospitato l’insediamento.
Ecco cosa scriveva sulla centrale atomica di Trino: “Nel 1956 allorché a Casale ci si baloccava con l’alchimia politica alla ricerca di sempre nuove formule che assicurassero i – cadreghini- di palazzo San Giorgio ed accontentassero nel contempo tutte le tendenze, i partiti e le persone, all’Amministrazione comunale di Trino, che si preoccupava invece dello sviluppo della cittadina, giungeva la notizia che nella vicina Saluggia sarebbe stata costruita una centra le elettrica ad energia nucleare. (….)
La centrale Enrico Fermi installerà una potenza di 165 mila kW e produrrà più di un miliardo di kilowattora all’anno. Cioè tanta energia pari alla metà di quella occorrente ad una città come Torino con tutti i suoi grandiosi complessi industriali. L’opera costerà 40 miliardi, venti dei quali saranno concessi in prestito dalla Export Import Bank degli Stati Uniti. Per tre anni sarà assicurato il lavoro ad alcune migliaia di operai e Trino ne avrà un notevolissimo beneficio e economico. A lavori ultimati la cittadina vercellese ed i suoi dintorni (speriamo che si estendano fin o a Casale affinché anche la nostra città possa raccogliere almeno le briciole del lauto banchetto) potrà beneficiare di una vicina sorgente di energia che potrà permettere il fiorire di altre industrie nella zona « depressa”
2.

Ed ancora: “Esaminata la vastissima gamma di strumenti, dispositivi e allarmi, è giocoforza assolvere dall’imputazione di -attività pericolosa- la Centrale di Trino, come del resto le - confratelle -.
Forse in futuro, costruendo impianti con reattori veloci, le cose potrebbero cambiare. Il loro combustibile sarà il plutonio, che presenta una maggiore pericolosità. Anche allora, prima di procedere ad applicazioni di carattere industriale, gli organi responsabili avranno assicurato le necessarie garanzie di sicurezza. Ma è questo un problema che non tocca da vicino la nostra zona né il prossimo decennio, non rientrando per ora nei programmi a lunga scadenza della Nazione.

A noi basterà sapere, per quanto attiene alla - Enrico Fermi -, che la zona circostante Trino non subirà mai contaminazione radioattiva.
O meglio, come si usa dire scherzosamente negli ambienti tecnici «le mucche del Basso Monferrato non produrranno mai il latte radioattivo
3.
L’opinione pubblica scoprirà in seguito che qualche problema il nucleare in Italia e nel mondo l’ha creato e lo sta creando ancora oggi (pensiamo allo smaltimento dei rifiuti radioattivi e al decommissioning degli impianti).
Non ci pare nemmeno che Trino Vercellese abbia cambiato il suo destino economico-sociale grazie alla centrale: basta vedere l’andamento della popolazione in costante decrescita dal 1911: 12.542 abitanti, al 2017: soli 7.216.

E che dire della dolorosa quanto vergognosa storia dell’Eternit: Nel 1907 nasce lo stabilimento ETERNIT di Casale Monferrato, il più grande per manufatti in cemento d’Europa con i suoi 94.000 metri quadrati di estensione, circa la metà coperti, ha dato lavoro sino a 5 mila persone diminuite progressivamente fino alla chiusura dello stabilimento avvenuta nel 1986.

Ecco cosa scrive il casalese Giampaolo Pansa: “Nel 1906 un pugno di imprenditori genovesi, -i maledetti- come ringhiava mia nonna Caterina, impiantarono a Casale una fabbrica all'avanguardia. Produceva tegole piane fatte di cemento e di amianto, grazie al brevetto di un austriaco. L'invenzione venne chiamata Eternit poiché garantiva una durata eterna del prodotto. Non era una bufala dal momento che siamo ancora circondati da quella robaccia vecchia di un secolo.
Dalle tegole si passò alle lastre ondulate. Poi ai tubi per gli acquedotti e le fognature. E lo sviluppo dell'azienda fu trionfale. Fu la nostra Fiat. Lavorarci era un privilegio. Anche perché le paghe erano un tantino più alte che in altre aziende. I padri chiedevano alla figlie in età da marito: "Dove lavora questo tuo moroso?". "All'Eternit" rispondeva la ragazza, orgogliosa. "Allora sposalo" concludeva il papà. E spiegava alla moglie: "Il certificato di matrimonio avrà il valore di una polizza a vita
".
Se a Trino grandi cose non si sono viste con la centrale, possiamo affermare che Casale, col senno di poi, avrebbe volentieri fatto a meno dell’Eternit.
Ultime memo la dedichiamo alle miniere di marna nelle nostre colline, scavate per produrre cemento e che hanno causato la frana di interi paesi o alle varie fabbriche che hanno allontanato i contadini dai loro cascinali e dalle loro terre salvo poi chiudere e trasferirsi altrove, con il risultato di aver marginalizzato un settore economico senza averlo rimpiazzato con un altro. Un errore che ci pare nell’astigiano ad esempio, non è stato commesso.
Da qui una riflessione: forse lo sviluppo non può essere figlio di interventi estemporanei, improvvisati o avventurosi, ma di un duratura politica costantemente orientata a rafforzare settori strategici trainanti dell’economia. La logica del “tutto va bene purché porti qualcosa” alla fine non paga territorio e comunità.

Ancora un’ultima nota sui numeri. Nel documento di 268 pagine pubblicato da ENEA dal titolo: DTT: Divertor Tokamak Test faciliy Project Proposal – risalente al 2015, si scrive: “L’impatto occupazionale previsto è rilevante, almeno 150 persone coinvolte nelle operazioni (50 % ricercatori e personale qualificato, 50 % personale di supporto).

E' inoltre previsto un notevole numero di lavoratori coinvolti nelle fasi di costruzione ed operazione, senza contare le opportunità per spin-off e sub-appalti”.
Se così fosse è facile prevedere che i ricercatori e personale qualifica arriveranno prevalentemente da fuori e limitati sarebbero i posti per i casalesi a poche decine.
Ed anche in merito alla fasi di costruzione c’è la possibilità, per niente remota visti i contributi pubblici che riceve il progetto, che si debba fare un bando di gara internazionale. Se per caso chi vincesse l’appalto per la costruzione dell’impianto da 500 milioni non fosse una impresa locale, è presumibile gli appaltatori utilizzeranno le loro maestranze e poco resterebbe alle imprese locali.

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(2) Il Monferrato - 20 luglio 1960
(3) Il Monferrato 30 marzo 1968


Prospettive di sviluppo

Merita anche spendere qualche riga per evidenziare alcuni aspetti per niente chiari. Abbiamo letto di 25 anni di attività dell’impianto casalese oltre ai sette per la sua costruzione.
Cercando di tenere sempre i piedi per terra, segnaliamo che ITER (per cui il DTT dovrebbe svolgere la sperimentazione di alcuni importanti aspetti) è a sua volta un reattore sperimentale.

Fra gli scopi principali di ITER:
- raggiungere una reazione di fusione stabile: l’obiettivo è quello di generare 500 MW prodotti per una durata di circa 15-30 minuti, cercando così di ricavare più energia di quelle immessa per generarla
- dimostrare il controllo del plasma e delle reazioni di fusione sono conseguibili con trascurabili impatti per l'ambiente;
- dimostrare la fattibilità della produzione di trizio all'interno dell’impianto in quanto l'approvvigionamento mondiale di tritio non è sufficiente a coprire le esigenze delle future centrali elettriche.
4

Se e quando ciò accadrà, l'energia in eccesso ottenuta dalla reazione nucleare non sarà immessa sulla rete elettrica, né utilizzata per scopi commerciali.

Il costo stimato per ITER è, attualmente a 18 miliardi di euro (n.d.r. Enea parla di 20 miliardi), oltre il triplo di quanto era stato stabilito nel 2005 quando partì il progetto. “Solo verso il 2040 potremo sapere se ITER è l’innovazione radicale della prossima era umana o soltanto una sperimentazione destinata al fallimento
5.

Il compito di produrre energia elettrica sfruttabile da utenze esterne è previsto per il progetto successivo, chiamato DEMO se naturalmente i problemi tecnici oggi ancora irrisolti verranno superati.
DEMO sarà un progetto più grande e costoso di ITER dato che sarà necessario realizzare delle strutture sensibilmente più complesse per la produzione del trizio direttamente nell'impianto.

Inoltre, le necessità di efficienza nella produzione di energia costringeranno all'uso di refrigeranti diversi dall'acqua utilizzata invece in ITER, richiedendo per questo tecnologie più avanzate e, quindi, più costose.

La complessità e soprattutto i costi sono tali che per la prima volta nella storia dell’umanità superano le capacità delle singole superpotenze: “Realizzare una centrale a fusione per il futuro richiede un impegno costante a livello scientifico, gestionale e finanziario che nessun paese è in grado di garantire da solo
6.

Consentiteci una riflessione: come sarebbe bello se analoga collaborazione fra le grandi potenze venisse utilizzata anche per battere la fame nel mondo o eliminare le cause antropiche che distruggono gli equilibri ambientali o anche semplicemente per ridurre gli squilibri sociali, ricordiamo infatti che mai nella storia è stata prodotta tanta ricchezza e mai è stata registrata tanta disparità fra ricchezza e povertà.
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(4) fonte: www.iter.org
(5)
Il Sole 24ore del 21 maggio 2017
(6) COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO CONTRIBUTO DELL'UE AL PROGETTO ITER RIFORMATO {SWD(2017) 232 final}. COM(2017) 319 final Bruxelles, 14.6.2017.



Ma il DTT previsto a Casale?

Alla base della DTT c’è la stessa tecnologia impiegata per ITER, ma con in più la possibilità di eseguire test utilizzando tecniche brevettate dall’ENEA. Alcuni parametri sono ormai noti: intensità di corrente di 6 milioni di Ampere; carico termico sui materiali fino a 50 milioni di watt per metro quadrato (oltre due volte la potenza di un razzo al decollo); temperatura di oltre 100 milioni di gradi; il divertore, elemento chiave del tokamak e il più “sollecitato” dalle altissime potenze, composto di tungsteno o metalli liquidi, rimovibili grazie a sistemi altamente innovativi di remote handling (n.d.r. comandi in remoto)
7
.

Tralasciamo per ora gli altri aspetti più generali e complessi del tipo: Quanto tempo è realisticamente stimabile per arrivare a fornire energia elettrica all’utenza con la fusione nucleare. Il rischio (o l’opportunità) è che ci voglia troppo tempo, ed altre tecnologie possano risolvere prima e meglio il fabbisogno energetico. Estrapolando l’esperienza ed i ritardi accumulati da ITER è realistico presumere che questo primo impianto, DEMO, se tutto va bene solo verso la fine del secolo potrà produrre energia elettrica per l’utenza.

I costi nessuno oggi li può conoscere, ma riteniamo che alla fine saranno dell’ordine del centinaio più che delle decine di miliardi di euro.

Tutti questi aspetti interverranno nella valutazione dei costi interni ed esterni dell’impianto e sono quelli che rientrano nella molto aleatoria analisi detta dei - Costi-benefici- che pochi si azzardano ad affrontare, ma che dovrebbe essere la base di partenza per giustificare ogni progetto.

Se emergesse che i problemi tecnici ed economici che devono esser affrontati e risolti dall’impianto sperimentale con tutti i relativi laboratori di ricerca, rendono non conveniente la filiera della fusione nucleare, che accadrà degli impianti realizzati e delle maestranze?

Il problema dei costi eccessivi fu già sollevato sia in ambito di commissione europea che di commissione senatoriale.

In una comunicazione della Commissione Europea del 2017 si afferma: “Il parco nucleare in Europa sta invecchiando e sono necessari investimenti ingenti per estendere la durata di vita di alcuni reattori (e migliorarne la sicurezza), negli Stati membri che operano questa scelta, per intraprendere le attività di disattivazione previste e per stoccare a lungo termine i rifiuti nucleari.
Gli investimenti sono anche necessari per sostituire gli impianti nucleari esistenti. Tali investimenti potrebbero essere destinati anche in parte a nuove centrali nucleari. L’importo totale degli investimenti nel settore del ciclo del combustibile nucleare, tra il 2015 e il 2050, è stimato in 660-770 miliardi di euro"
.
8

Venticinque trenta miliardi all’anno per gestire l’invecchiamento dell’esistente ciclo del combustibile nucleare a cui si andranno ad aggiungere altri e più onerosi costi nella ricerca sulla fusione perché come si scrive: “Per l'Europa il progetto (n.d.r. ITER) simbolizza la capacità dell'UE di assumere un ruolo guida a livello mondiale nel settore della scienza e delle tecnologie.
Se verrà trovata una soluzione efficace, sistemica e duratura per assicurare la buona governance e la sostenibilità finanziaria, si potrà offrire un modello per future cooperazioni a livello mondiale sulle grandi sfide, quali l'approvvigionamento energetico, poste dal nostro stile di vita collettivo
9.

Concludiamo: comprendiamo l’ansia da prestazioni politiche di molti partiti, specie in vista della prevedibile tornata elettorale primaverile, ma crediamo non sia mai opportuno affidarsi solo all’ “ottimismo della volontà” scollegandola dal “pessimismo della ragione” o come dicevano i nostri vecchi “quand a sarà ura chi l’ha i ureggi ji musta” tradotto: staremo a vedere.

6 dicembre 2017
Ing. Enzo GINO


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(7) fonte: www.enea.it del 17-10-2017.
(8) COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE Programma indicativo per il settore nucleare presentato a norma dell'articolo 40 del trattato Euratom - Final (previo parere delCESE) {SWD(2017) 158 final}

(9) Bruxelles, 4.5.2010 COM(2010) 226 definitivo - COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO - Lo stato di avanzamento di ITER e possibili vie per il futuro.)

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Original Source: Bulletin of the Atomic Scientists -
Fusion reactors: Not what they’re cracked up to be - April 19 2017

Daniel Jassby was a principal research physicist at the Princeton Plasma Physics Lab until 1999. For 25 years he worked in areas of plasma physics and neutron production related to fusion energy research and development. He holds a PhD in astrophysical sciences from Princeton University.

Versione in Italiano: traduzione di Massimo Greco - RNA Italy

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Other related sources:

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Investigation: Radioactive leaks continue at Illinois nuclear plants. 11/19/2017 - The most recent leak of 35,000 gallons occurred over two weeks in May and June at Exelon’s Braidwood plant, southwest of Chicago. In 2009, Dresden reported another hole in a storage tank led to a leak of as much as 272,000 gallons (1 million liters) of radioactive water. Onsite groundwater testing showed levels of tritium 160 times higher than allowed under federal standards for drinking water.

Elevated tritium levels found at Dresden nuclear power plant
06/10/2014 - Groundwater monitoring testing at the Dresden nuclear power plant in Illinois showed elevated levels of tritium.

Report: Illinois nuclear plants experience multiple radioactive leaks. 11/21/2017 - The report concerns at least 35 reported leaks, spills or other accidental releases of water since 2007 containing tritium.

 

 

Unusual Tritium Properties Extreme mobility + exchangeability Extreme mobility + exchangeability Sticks inside us, and builds up Sticks inside us, and builds up Very short range, so damage depends on where in cell, eg close to DNA Very short range, so damage depends on where in cell, eg close to DNA Tritium described as “weak”, but more dangerous than “strong” emitters Tritium described as “weak”, but more dangerous than “strong” emitters RESULT: Official models significantly underestimate its doses and its dangers

Hazardous Properties (after Dr Gerald Kirchner)
 Tritium = √ Carbon-14 = √ 1.large releases to environment √ √ 2.rapid nuclide transport and cycling in biosphere √√ 3.high solubility √ 4.many environmental pathways to humans √√ 5.rapid molecular exchange rates (ie very fast intakes) √ 6.high uptake to blood after intake √ 7.organic binding in biota √√ 8.long biological half-life in humans √√ 9.long radiological half-life √√ 10.global distribution √√ 11.long nuclide decay chains with radiotoxic daughters 12.high radiotoxicity (ie large dose coefficient) .


 

Etude des données publiées par EDF suite à la fuite de tritium survenue a la Centrale Nucléaire de Bugei - Criirad
PDF 2014 - Etude réalisée par le laboratoire de la CRIIRAD Avec le soutien financier de la Région Rhône-Alpes

Tritium : Danger - Les risques du tritium sur la santé ont été sous-évalués
Le livre blanc du Tritium - Le tritium a les mêmes propriétés chimiques que l’hydrogène, dont il est l’isotope radioactif. Le tritium est très difficilement confinable ; il traverse les métaux et le béton. Les militaires s’en servent dans la fabrication des bombes atomiques.

Trizio a Tucson, scarti in tutto il mondo.
Il trizio si comporta chimicamente e biochimicamente come l'idrogeno ordinario. Se ingerito, può incorporarsi in tutte le forme di cellula umane, comprese quelle del sistema riproduttivo.

 

 

 

Radiobiology and Epidemiology associated with exposure to tritium - PDF Document -  Many studies (> 45) – endpoints include cell transformation and mutation, cell death, developmental changes, chromosome damage and carcinogenesis Reference radiation – recommend gamma Dose and dose rate – should match (seldom do) Recommend concurrent reference radiation controls In vitro studies preferred Carcinogenesis studies theoretically best.

The risk of leukaemia in young children from exposure to tritium and carbon-14 in the discharges of German nuclear power stations and in the fallout from atmospheric nuclear weapons testing
The study found a tendency for cases of leukaemia to live closer to the nearest nuclear power station than their matched controls, producing an odds ratio that was raised to a statistically significant extent for residence within 5 km of a nuclear power station.

 


 

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about RNA:


 

★ RNA È l'UNICA realtà che coniuga resistenza ambientalista Contro le produttività NOCIVE con la messa in discussione del modello di produzione borghese e dei rapporti di forza Capitale-Salario. ★ Dal 24 Settembre 2009: Questo è il taglio e la motivazione RIGIDA e COERENTE che DETERMINA ogni nostra "AZIONE", scelta di Priorità, pubblicazione, "condivisione" o presa di posizione.

 
Thorium Contamination: Kerr-McGee to Pay $5.15 Billion for “85 Years of Poisoning the Earth”  

 

 
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Cover RNAnes 334:

Cover RNAnes 332:

I reattori a fusione nucleare: NULLA di ciò che vogliono farci credere. Pochi ricordano i linguaggi della propaganda nuclearista di berlusconiana memoria negli anni che precedettero il referendum del 2011 e la latitanza delle finte opposizioni. L'Italia è notoriamente un Paese dalla memoria corta. RNA rompe il silenzio degli ambientalisti (specie quelli che rincorrono riferimenti ed alleanze elezioniste con gli ultranuclearisti) ed invita i movimenti che furono protagonisti della vittoria del 2011 a rivedere le "priorità" attuali perché questa volta il Fronte del Male non aspetterà altri 25 anni prima di tentare di aggirare o sopprimere la volonta espressa coi referendum del 1987 e 2011.




Le sguattere del "valore aggiunto":
I parlamentari Pd del Piemonte lanciano un appello in favore della localizzazione nel casalese del Dtt, centro di ricerca sulla fusione nucleare. Il progetto, su iniziativa dell'Enea, prevede un investimento di 500 milioni e l'impiego di duemila addetti. Obiettivo, la creazione di energia pulita e sicura, ben diversa da quella derivante dalla fissione nucleare. "La realizzazione del centro di ricerca del Dtt nel Casalese - affermano gli esponenti Pd - non rappresenterebbe solo un risarcimento per il grande prezzo pagato dal territorio nella nota e triste vicenda dell'Eternit, ma anche la valorizzazione di una comunità e di un know-how sviluppato che rappresenta un significativo valore aggiunto per il progetto". [Agenzia ANSA]


Deuterio e Trizio: la massima espressione delle nuove Bombe Nucleari:

Secondo l'agenzia russa Sputnik News (Sputnik Italia), tralasciando le dichiarazioni del regime e basandosi sui dati sismologici rilevati dai sistemi di tutto il mondo, "la bomba nordcoreana - di settembre ndr -  era circa dieci volte più potente della bomba atomica lanciata dagli americani su Hiroshima e — a differenza di tutte le precedenti — ha avuto una potenza sufficiente da poter indurre a credere che si sia trattato di qualcosa di più del test di una semplice bomba atomica".
L'agenzia notoriamente filogovernativa russa pur esprimendo dubbi sulla piena capacità offensiva del regime monarchico nord coreano per la prima volta sembra esprimere preoccupazione sui reali pericoli di una "bomba termonucleare di disegno avanzato" ed offre una chiara sintesi sullo stato evolutivo di queste produttività di morte:

«Nei Paesi dotati di tecnologie adatte, le bombe atomiche sono state rapidamente soppiantate dalle ben più temibili, ma anche più complesse, bombe nucleari. Queste ultime si basano sulla fusione di Deuterio o di Trizio, 2D e 3T, gli isotopi più instabili dell'Idrogeno.
Le bombe nucleari sono più devastanti di quelle atomiche, ma per innescarsi richiedono una temperatura elevatissima ed è per questo che vengono fatte esplodere grazie ad una bomba atomica inserita nella bomba nucleare stessa proprio con la funzione di detonatore.

La maggior complessità della realizzazione è ripagata in termini di un effetto devastante superiore di interi ordini di grandezza.»


 

Savona. Dopo la presa di posizione del capogruppo in Consiglio regionale Raffaella Paita, anche dal savonese arrivano le critiche alla Regione Liguria sul progetto per il laboratorio sperimentale di fusione nucleare, una occasione che la nostra regione potrebbe perdere quando in ballo ci sono ingenti finanziamenti. Il Pd resta in prima linea per sostenere il progetto, che ora pare la Regione voglia rispolverare dopo le polemiche di questi giorni, cercando di essere della partita per ottenere la location del laboratorio. Per il segretario provinciale del Pd savonese Giacomo Vigliercio, il territorio ligure non può perdere questa occasione, anche per la presenza di uno dei principali attori del settore, l'Asg Superconductors del gruppo Malacalza, che realizza le componenti per le centrali a fusione nucleare... [Continua su RSVN]


"Metteremo in campo un'azione di lobby democratica. Offriamo sostegno al progetto"

A dirlo è il presidente della Regione Sergio Chiamparino, che ipotizza di insediare il centro nel Casalese.
Il laboratorio in questione si chiama Dtt, Divertor Tokamak Test facility. Prevede un investimento totale da 500 milioni, che per metà potrebbero essere coperti dall'Unione europea. Secondo l'Enea, "la ricaduta economica in 25 anni sarebbe di due miliardi e il laboratorio creerebbe 1.500 posti di lavoro tra addetti diretti e indotto".
[Fonte: La Repubblica - Fusione nucleare, il Piemonte si candida a ospitare nel Casalese uno dei centri di ricerca]


Aggiornamenti

Il Monferrato - Fusione nucleare. Dtt, la Regione sosterrà la candidatura di Casale. Il sindaco Palazzetti: «Siamo in prima fila»

Consolidata la posizione, Casale, ora, si prepara a volare a Roma. Mercoledì 20, infatti, la delegazione piemontese parteciperà ad un incontro organizzato dall’Enea nel quale verranno spiegati nei dettagli i termini del bando. Il giorno successivo all’appuntamento romano, giovedì 21, a Torino si riaprirà il tavolo tecnico e la candidatura di Casale verrà perfezionata. «Per il Dtt siamo in prima fila», ha detto Palazzetti.

E mentre le istituzioni provano a portare l’impianto in Monferrato, la Rete Nazionale Antinucleare bacchetta gli ambientalisti piemontesi: «Dove sono? Non bisogna aspettare che la questione esploda per poi rincorrerla».

Il servizio su Il Monferrato di giovedì 7 dicembre 2017


Il Monferrato - Fusione nucleare. Dtt, la Rete Nazionale Antinucleare bacchetta gli ambientalisti monferrini: «Perché non si fanno sentire?»

Intervista a Massimo Greco RNA.

Il servizio su Il Monferrato di giovedì 7 dicembre 2017


Mappa Nazionale delle Produttività NOCIVE in Italia.

★ ★ Italia. Mappa nazionale delle produttività Nocive, delle aree a rischio e dei territori interessati da disastri ambientali, contaminazioni industriali, monitoraggi sul territorio e Cronache Giudiziarie. Il Work in Progress delle Segnalazioni.


www.nonukes.eu - List of Anti-Nuclear Web Sites & Related Resources in the World and the Map:


Fusion scientist debunks fusion power


M. Greco (RNA) - Ai promotori della vecchia e ritrita frottola del "nucleare pulito", molto microfonati negli ultimi tempi, naturalmente, NON interessa l'argomentazione prodotta da Enzo Gino, di cui qui ospitiamo uno dei pochi interventi non addomesticati in materia, o come quella di Daniel Jassby, così come non gli interessa sapere che Jassby ha lavorato per 25 anni proprio nella Princenton che essi stessi magari citano da farabutti genetici..., e men che mai potrà interessargli il merito dell'investigazione di Steven B. Krivit. Non sanno neppure chi siano.
Né lo vogliono sapere.
Ad essi interessano solo i soldi. L'elevare la corruzione a prassi metodologica del "Fare"... o del "Che Fare" (...) del loro sporcume nell'agire quotidiano secondo un unico disegno criminoso.

Si webetizza, con numeri di gregariato mediatico da capogiro, la rinascita del nucleare a Casale Monferrato, già martirizzata dagli stragisti dell'Amianto... i Satana che "danno lavoro", ma si ignora e si invita ad ignorare le implicazioni del trizio e del mercato criminale del deuterio, la devastazione del territorio e delle falde acquifere: in una Pianura Padana già devastata idricamente, dove contemporaneamente ai loro deliri (criminalmente democratici, costituzionalmente assassini) vanno in onda ed in cronaca quotidiana il pianto e la sofferenza di chi non può più irrigare, la perdita devastante del raccolto, il fallimento di ogni produttività agricola per la siccità DETERMINATA dal riscaldamento globale del disastro climatico DOVUTO al modello produttivo a cui fa riferimento religioso chiunque abbia l'ambizione di "governare".
RNA lo dice da sempre: chi ricerca alleanze "tattiche" con questa tradizione di sporcaccioni è a sua volta altrettanto sporcaccione. La Storia (e la cronaca giudiziaria) ci ha SEMPRE dato ragione.

A questa Feccia del Mondo vedremo presto aggiungersi (autoriesumandosi) gli ufologi-Zombie del complottismo più esasperato che insozzeranno il web ed ogni dibattito con le menate deviazioniste sul torio verde e paciminkia o sulla fusione fredda all'italiota, per altro già debunkerizzata alla grande da un'inchiesta de Il Fatto Quotidiano. Li abbiamo già visti all'opera fino alla vigilia del voto del 2011. Questa volta cerchiamo di soffocarli appena si manifestano.

Un nuovo tumore maligno sta diffondendosi mascherandosi dietro il populismo del "dare lavoro", del "fare" e della menzogna che la metastasi del Profitto e della bancarotta esigono da sempre. Il movimento ecologista del futuro DOVRÀ attrezzarsi dei più agguerriti anticorpi.


Nei dintorni della base di Teulada, percentuali dell’isotopo radioattivo Torio 232 da dieci a venti volte rispetto alle norme erano già state rilevate tra il 2013 e il 2014 grazie agli accertamenti commissionati dal pm della Procura di Cagliari Emanuele Secci, titolare del fascicolo d’inchiesta contro ignoti sulle attività del poligono.
✔ ☢ ☣ La presenza dell’isotopo radioattivo “Torio 232” sarebbe dovuta al massiccio utilizzo dei missili Milan, abbondantemente impiegati sino al 2003 dall’esercito italiano, quando furono dismessi in seguito alla segnalazione della Difesa francese, che aveva denunciato la tossicità del Torio. Tuttavia, nel corso del primo semestre di esercitazioni del 2014, sono stati lanciati ulteriori 4 missili Milan – a testa inerte, secondo quanto dichiarato dalle autorità militari – e nuovi lanci dello stesso missile sono previsti nel primo semestre di esercitazioni 2015, non è chiaro se inerti o meno.
✔ Lo Stato nega l’accesso ai dati: sono segreti e suscettibili di pregiudicare le relazioni internazioni, l’ordine, la sicurezza e la difesa nazionale. Questa la risposta del Ministero degli Interni ai giornalisti de Il Fatto Quotidiano che hanno dato la notizia sulla rete top secret che misura in tempo reale i livelli di radioattività.
[Fonte: Sardinia Post - Maggio 2015, “Segreto di Stato su Teulada”]


Thorium: a dirty conspiracy propaganda for a dirty solution-business

By Gordon Edwards. Thorium reactors. "Thorium cycle" is a very dirty and dangerous business.
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